Articolo a cura di Luigi Chiovetta – Musicoterapista e Partner Psicarmonia.
Cos’è la musicoterapia?
La musicoterapia è una tecnica relazionale che utilizza la musica come tramite per raggiungere obiettivi specifici (ridurre lo stress, migliorare l’umore, aumentare la motivazione o favorire la comunicazione) e generali, come il miglioramento della qualità della condizione di vita di una persona.Viene applicata, inoltre, nel processo di cura di determinate patologie, disturbi e disabilità sia fisiche che intellettive. Caratteristica principale della musicoterapia è la sua eccezionale capacità di approccio alla “diversità”, per cui la disabilità viene considerata come un elemento presente ma non totalizzante, includendo ottiche di valorizzazione delle parti sane, presenti anche nel soggetto con difficoltà.
Quando sceglierla?
Si può consigliare a tutte le fasce di età, mostrandosi in perfetto dialogo con la fetologia, la pediatria e la geriatria. Risultati particolarmente soddisfacenti vengono raggiunti sia nell’età evolutiva che in quella adulta e con pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo o più specificatamente: disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva, ADHD, disturbo specifico dell’apprendimento ma anche con utenti psicotici, affetti da demenza senile e/o Alzheimer, sindrome di Williams, sindrome di Rett e perfino con pazienti in stato vegetativo.
Quali sono gli obiettivi ai quali mira la musicoterapia?
Primo fra tutti favorisce un clima empatico volto a supportare gli utenti nella libera espressione dei propri vissuti con relativi benefici intrinseci, nonché l’acquisizione di nuove capacità espressive (linguaggio verbale e non) da parte dell’utente, sia individualmente che in gruppo. Inoltre, agevola il benessere psicocorporeo tramite l’aspetto ludico/sociale della musica impiegata come oggetto transizionale, favorendo l’incontro con l’altro.
In generale, la musicoterapia aiuta a implementare le aspettative di vita, contribuendo positivamente a migliorarne la condizione attuale, anche tramite proposta di micro-attività musicali o extra musicali che sappiano stimolare a stare volentieri nell’ hic et nunc e a godere a pieno dell’esperienza che si sta vivendo.
Quali sono gli obiettivi specifici che è possibile raggiungere con la musicoterapia?
Oltre a favorire la partecipazione attiva e la socializzazione, nonché l’integrazione con gli altri utenti (nel caso di incontri di musicoterapia di gruppo) e la creazione di nuove modalità comunicative e di socializzazione anche in ambito familiare ed extra familiare, la musicoterapia può inoltre:
• migliorare lo sviluppo senso-percettivo e psicomotorio attraverso esperienze sonore di gruppo, tra cui coordinazione ed espressione motoria;
• stimolare l’attenzione, la concentrazione, la memoria e altre funzioni cognitive;
• migliorare l’articolazione del linguaggio attraverso la scomposizione delle parole e l’utilizzo del paradigma Movimento – Ritmo – Parola;
• promuovere il riconoscimento, la comprensione e l’espressione delle proprie emozioni tramite l’impiego dell’autobiografia musicale, il racconto di storie e la tecnica dello “Squiggle” winnicottiano, mediato da strumenti musicali;
• favorire l’autostima e la gratificazione, incoraggiando l’indipendenza e, successivamente, anche la resilienza, lavorando tanto sui tempi di attesa degli utenti;
• stimolare l’ascolto attivo sia dei propri bisogni che delle richieste provenienti dall’esterno, lavorando, simultaneamente, sulla propriocezione e sullo sviluppo senso-motorio.
Perché sceglierla?
La musicoterapia, in sintesi, riveste un ruolo importante perché offre la possibilità di implementare l’empowerment dell’utente (favorendo l’autostima, l’autonomia, il potenziamento delle risorse di ciascun individuo e permettendo di sfruttare al meglio le proprie potenzialità) e, nello stesso tempo, aiuta a ridurre l’impoverimento cognitivo, a limitare l’isolamento, a favorire la socializzazione e a implementare le competenze socio-relazionali.
Come si struttura il setting?
Il setting di musicoterapia è caratterizzato dalla presenza dell’utente e del musicoterapista; lo spazio, particolarmente adibito in base alle caratteristiche e agli obiettivi degli incontri, ospita gli strumenti musicali “classici” e altri non convenzionali (stoffe, giochi, materiali, lampade, colori, libri, etc.) che l’operatore ha selezionato come facilitatori per il processo di costruzione della storia all’interno del setting.
La musicoterapia nel nostro centro
Oltre agli strumenti a percussione tipicamente usati per gli incontri di musicoterapia (tamburelli, congas, bongos, darbuka, boomwhackers, etc.), presso il nostro studio è possibile sperimentare l’esperienza della musica mediata dal contatto fisico tra due persone: si tratta di un lavoro di ricerca e sperimentazione del suono generato tramite la conversione delle variazioni di elettricità del corpo umano in note MIDI, quindi in un vero e proprio suono del corpo nell’incontro con l’altro. Il processo avviene tramite l’impiego del dispositivo “TouchMe” di Playtronica, nonché un controller in grado di rilevare ogni micro variazione del circuito elettrico che risulterà chiuso soltanto con il contatto fisico tra le due persone.
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