In molte culture l’allattamento materno è qualcosa di assolutamente naturale e scontato. Nella nostra cultura occidentale si è persa questa pratica e questa manualità. In particolare, in Sicilia solo il 20% delle donne allatta e di queste la maggior parte interrompe prima del terzo mese.

Perché è importante allattare?

Il latte materno è unico e dà grandi benefici. Il neonato assume col latte, e prima ancora, col colostro, tutti gli anticorpi materni che lo proteggono da malattie infettive, quali diarrea, infezioni gastro-intestinali e respiratorie. Riduce, fin quasi ad annullarlo, il calo fisiologico; riduce sensibilmente il rischio di ittero e la probabilità di sviluppare allergie; riduce sensibilmente il rischio di futura obesità e problemi cardiaci. Ma non è tutto: diversi studi dimostrano addirittura un più elevato QI nei bambini allattati al seno.

Anche per la madre i vantaggi sono numerosissimi! L’allattamento favorisce il ritorno dell’utero alle dimensioni naturali, riducendo i rischi di emorragie, riduce sensibilmente il rischio di cancro al seno e di cancro alle ovaie e riduce i rischi di insorgenza di diabete di tipo II e di osteoporosi. Mantiene alti i livelli di prolattina prevenendo le alterazioni del tono dell’umore, quindi l’esordio della sindrome del maternity blues e/o depressione post-partum. Inoltre, una madre che allatta smaltisce circa 500 calorie al giorno, favorendo il recupero del peso-forma.

Lo sapevi che il latte della mamma si adatta in maniera specifica alle esigenze del suo bambino?

Cambia di mese in mese, di giorno in giorno, da poppata a poppata e persino nell’arco della stessa poppata, dando al bambino la possibilità di assumere la diversa percentuale di zuccheri, proteine, grassi, secondo il suo bisogno in ogni momento. Ma non solo, il latte materno di una donna che ha partorito un neonato prematuro, è molto più nutriente e pronto a rispondere ai suoi bisogni!

Lo sapevi che attraverso il sapore del latte della madre il bambino impara a riconoscere il gusto dei cibi familiari?

Ebbene sì, il sapore del latte della mamma è sempre diverso e cambia in base alla sua diversa alimentazione. Questo aiuterà, successivamente, il bambino nello svezzamento e gli faciliterà l’accettazione dei nuovi cibi.

Allora qual è il problema?

Purtroppo, in Sicilia, la donna che sceglie di allattare non riceve spesso le informazioni adeguate per assicurare al suo bimbo una sufficiente produzione di latte, quindi saper calibrare il seno, prevenire l’insorgere di inopportuni ingorghi o mastiti e ragadi, assumere una corretta postura, così da favorire un attacco adeguato, conoscere la giusta frequenza e il giusto numero di poppate nelle 24 ore, distinguere i segnali di fame, valutare nutrimento e crescita e molto altro.
Per non parlare poi dei pregiudizi!

“Il mio latte non è buono”, “Ho il seno troppo piccolo”, “Il mio latte non basta”, “e se si vizia?”. Queste le paure più diffuse tra le mamme che, se non sfatate, rischiano di compromettere il buon esito dell’allattamento.

Bisogna sapere che il latte materno è, in assoluto, l’alimento migliore per il bambino. Un seno adeguatamente calibrato permette di avere una quantità di latte sufficiente per consentire l’allattamento esclusivo per sei mesi, così come raccomandato dall’Unicef e dall’OMS. Il numero delle ghiandole, alveoli e dotti responsabili della produzione del latte, non dipende in nessun modo dalla grandezza del seno. Inoltre, è scientificamente provato che non esiste nessuna correlazione tra allattamento e aumento della miopia.

Tenere in braccio il proprio bambino, invece, contribuisce a consolidare l’empatia con la madre, aumentare benessere e sicurezza: se il bambino è sereno, lo è anche la madre. Incoraggiamo, quindi, le donne ad allattare, sostenendole e accompagnandole in questa meravigliosa avventura!

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